FORTITUDO PALLACANESTRO VENAFRO 1998 

1998/1999 | 1999/2000 | 2000/2001

BREVE STORIA (O STORIA BREVE…? DECIDETE VOI) DELLA SOCIETA’

La nascita della Fortitudo va collocata idealmente nella seconda metà della stagione agonistica 1997-98 e scaturisce da un’esigenza di fondo di parte dei giocatori allora facenti parte della rosa del Basket Venafro: poter avere l’opportunità di giocare da protagonisti in un torneo senior, in compagnìa dei vecchi compagni di squadra a livello giovanile, con la possibilità di trascinare amici o conoscenti fino a quel momento estranei al mondo del basket giocato. Una possibilità che divenne reale con la promozione del Basket Venafro in C2, torneo al di fuori della portata (da un punto di vista tecnico per alcuni, di tempo per altri, di pura volontà per il solo Giovanni Cosenza) di quelli che poi avrebbero fatto parte del roster della Fortitudo da sempre abbinata con la HTE (nella sezione società vi spiegheremo il motivo). La prima notizia ufficiale della nascita della Fortitudo si ebbe addirittura in televisione. L’artefice fu l’allora biondissimo Luca Piscitelli che ne diede annuncio sugli schermi di Teleregione, nell’ambito di una trasmissione condotta da Antonino Morici e dedicata alla promozione in C2 del Basket Venafro. Se non erro sugli schermi figuravano anche altri due biondi: Nicandro Mascio e Giuseppe Palazzo.

Le trattative per la nascita della Fortitudo proseguirono tra il mese di Giugno e di Luglio, periodo in cui fu definito anche l’assetto societario. Tornando indietro,  alcuni di noi, non rifarebbero la stessa scelta, forse perché sarebbe stato più giusto condurre le trattative in stretta collaborazione con il Basket Venafro, nostra società di appartenenza e punto di riferimento imprescindibile per l’attività futura. Per la verità, Luca si era informato da Arturo (che ebbe un ruolo indispensabile per le pratiche amministrative e che aveva svincolato lo stesso Luca e Brunomaria per fare allestire una seconda squadra) sulla possibilità di mantenere il Basket Venafro come società di appartenenza, ma tre anni fa non sembrava (perché ancora adesso non si è capito se si poteva o non si poteva condurre in porto l’operazione) possibile operare una scelta del genere senza disputare il torneo fuori classifica. Una cosa è certa però: completamente estranei da logiche che ancora adesso ci sembrano poco comprensibili, non ci saremmo mai aspettati di provocare una catastrofe, una sorta di scisma all’interno del movimento cestistico venafrano, neanche fossimo tornati ai tempi di Lutero e dei papi con la p minuscola.

A dire la verità le difficoltà economiche, logistiche e sportive che il Basket Venafro stava incontrando per disputare il torneo di C2, non aiutarono la situazione ad evolversi nel modo che, a mio parere, la maggior parte di noi si auspicava.

Tornando alla Fortitudo più in generale, beh possiamo ammettere che l’iniziativa ebbe successo e le adesioni giunsero più o meno abbondanti ma allo stesso tempo accompagnate da una certa striscia di polemiche. Nessuno era naturalmente contrario al fatto che “Awivo” potesse vestire la maglia della Fortitudo, il problema principale era rappresentato da Giovanni, allora speranza del basket locale che ribadì più volte la sua volontà di preferire la playstation alle trasferte in terra d’Abruzzo e di conseguenza di voler disputare un torneo di serie D ed uno juniores. Alla fine, fortunatamente per noi, fu accontentato e prevalse la volontà dei dirigenti di fargli disputare quante più partite possibili. Il problema è che Giovanni dopo l’iscrizione all’Università, ha sostanzialmente chiuso con il basket di un certo livello, senza però perdere la passione per i videogiochi (si allenasse a basket lo stesso tempo che gioca a Quake 3...).

 

STAGIONE AGONISTICA 1998\1999

La stagione ’98-99 partì addirittura poco dopo Ferragosto con la preparazione atletica e si concluse a Maggio. Senza essere troppo trionfalisti fu un successo in piena regola nonostante l’obiettivo di partenza, come diceva il caro “Boia”, fosse quello di vincere entrambi gli incontri con l’Aptiva. Il livello del torneo era di poco più alto di quello precedente (se non altro c’erano più squadre) ma nessuno di noi (tranne Mercolino), era stato protagonista o meglio, era risultato decisivo a livello senior. Non credevamo quasi ai nostri occhi, al termine del girone d’andata eravamo primi in classifica e sconfitti in una sola occasione nel big match della giornata a Termoli, di un tiro libero a due secondi dal termine (ma dal tavolo il sig Vizzarri aveva urlato “cinque!”), e in formazione rimaneggiata. Il girone di ritorno non seguì quello d’andata, sia per un calo fisico, che per una serie di infortuni (Pietro Zullo per motivi che non stiamo qui a spiegare è tutt’ora zoppo) e malattie varie, ed anche perché cominciammo a non segnare più tanto da 3, quando nelle prime partite entrava veramente l’impossibile.

Ricordiamo benissimo le parole che Leo Di Marzio indirizzò verso il suo cellulare dopo la sconfitta nella gara d’esordio “mah, il primo tempo è stato equilibrato, poi nel secondo ci stava uno che segnava da centrocampo!!!”. Si riferiva a Luigi Palmieri che nell’occasione fece 4\4 da 3 e che nel corso della stagione mantenne una media superiore ai sedici punti. Lui che era stato escluso dai dieci per quell’”ansia” di Antonio Durante nel torneo precedente….Ad Isernia contro la Polisportiva, facemmo un po’schifo: Robertino 5\7 (25 punti), Mercogliano 3\4, Brunomaria 1\1. Vincemmo di venti, eravamo primi.

Come detto nel girone di ritorno subimmo un calo vistoso e finimmo terzi.

Nei playoff eliminammo il N.B.A. al primo turno sempre grazie a Leo Di Marzio (che salutiamo con grande affetto) che dimenticò i documenti dei suoi ragazzi a casa, decretando di conseguenza l’esclusione dai playoff per rinuncia a gara. La semifinale era contro la Polisportiva Isernia e dopo aver perso malamente la prima, giocato forse la miglior partita del torneo (Giovanni segnava attabbellone anche dagli spogliatoi facendo venire le crisi nervose ad Antimo…. E il pubblico? Da record, la palestra era piena per noi, chi poteva mai pensarlo quando siamo partiti ad agosto ?) nella seconda, giungemmo sconfitti sul filo di lana nella terza al termine di una rimonta che Luigi e Robertino avevano confezionato a suon di bombe (il secondo anche con il classico gioco da quattro…attabbellone).

Senza allenatore, senza esperienza, alla prima stagione assoluta fu un successo, nulla da dire o da aggiungere. Avevamo avvicinato alla pallacanestro persone che in assenza della nostra squadra, non si sarebbero mai sognati di venire in palestra per allenarsi. Siamo stati dei pionieri in tutto e per tutto: chi nel Molise aveva mai pensato di fare un sito internet sulla pallacanestro? Ma soprattutto chi si era mai sognato di mettere realmente dietro le divise da gioco il proprio nickname? (premio a Maurizio Vecchiarelli ed al suo tempio Horus). Anche le divise gialle e nere come quelle dell’AEK Atene, non le avevamo mai viste nella D o promozione molisana. Forse la chiave, oltre all’entusiasmo che coronò le prime sorprendenti vittorie, consistette proprio nella capacità di cercare di fare il più possibile le cose nel modo giusto senza prendersi troppo sul serio e senza pensare di aver compiuto chissà quale impresa come ad esempio quella di battere di venti, fuori casa, la Polisportiva Isernia. Quello era il nostro campionato, quelle erano le nostre vittorie, le avevamo ottenute noi che negli scorsi anni avevamo guardato dalla panchina gli altri giocare nei momenti decisivi, anche perché, il più delle volte, erano loro a giocare meglio di noi. Penso che il grande merito sia stato quello di crederci senza troppe pressioni, di crearci un’occasione e di averla sfruttata subito.

 

 

 

Stagione agonistica 1999\2000

Molto più difficile ripetersi ed infatti, partiti con grandi ambizioni, l’anno successivo abbiamo combinato pochissimo, finendo per trascinarci in un estenuante calvario. Effettivamente non ci sarebbe tantissimo da scrivere anche perché abbiamo un gran brutto ricordo di quella stagione, anonima, senza spunti (tranne il primo tempo con il Venafro, la gara interna con la Kalena e l’altro primo tempo con il Venafro nei playoff quando segnavamo da tutte le parti come il primo anno) con il gruppo abbastanza diviso all’interno. La preparazione fu precaria, Brunomaria andò in Svizzera per preparare l’esame di francese e le presenze agli allenamenti furono ridotte. C’era anche la possibilità di allenarsi con il Basket Venafro ma la maggioranza si dichiarò poco propensa, oscuro presagio….. Nando che era la grande speranza, si tramutò in una grande delusione, Giovanni subì non poco lo scotto del primo anno di università, gli altri furono troppo alterni ed anche danneggiati dalla conduzione tecnica. Brunomaria e Luca finirono per non essere d’accordo su niente con il primo che troppe volte si impose (e nemmeno troppo gentilmente per la verità) esasperando l’altro che fu costretto a dimettersi. La questione si risolse con un’assemblea più o meno plenaria in cui il primo fu confermato nel suo incarico con l’aggiunta di Mercolino, con cui ancora oggi divide il posto di allenatore-coordinatore. Alla fine della stagione sembrava ormai chiara la necessità di tornare alle origini.

 

 

Stagione agonistica 2000\2001

E quest’anno? Bene, anzi molto bene. Penso che la decisione di cercare di copiare, almeno negli allenamenti, quanto più possibile la prima stagione sia stata decisiva. Preparazione atletica che ha avuto inizio il 23 di Agosto e che è proseguita per due settimane ha ottenuto un buon riscontro di presenze. Dopo una Coppa Italia abbastanza deludente, abbiamo disputato sicuramente la stagione più regolare togliendoci una lunga serie di soddisfazioni anche se il torneo aveva già da tempo il nome della vincitrice. Se escludiamo la prima giornata, siamo usciti vincitori in tutti i finali punto a punto, smentendo la fama di perdenti quando la palla scotta. E chi si dimentica della vittoria nel derby con il Venafro”B”, una partita che probabilmente ha segnato l’intera stagione, con conseguente esplosione verso la nostra tifoseria, per l’occasione composta esclusivamente da Antonio, Ferdinando e Ryan ? E la prima bomba in carriera di Piermaria contro l’Airino, la vittoria schiacciante contro la Polisportiva Isernia, quella nel derby di ritorno, sempre contro la “B”, quella contro il Bojano senza mezza squadra con Marco e Robertino che segnavano da tre anche ad occhi chiusi e la tifoseria in delirio (sempre in quattro persone). La soddisfazione di mettere paura alla Nidaco (bomba del –4 che entra e esce a 1’40’’ dal termine) con Topone che stoppa fallosamente Mallamace, gli arbitri che non fischiano e conseguente…esplosione!!!!! La vittoria ad Isernia di un punto, e quella a Bojano, nel torneo del progetto verde, con canestro all’ultimo secondo di Awivo, il 7\10 da 3 di Luigi Palmieri, il 3\3 sempre da 3 di Piermaria contro l’Antoniano…..tutto ciò per arrivare quarti e farci piallare nei playoff dalla Nidaco. Sarebbe bastata una vittoria in più per arrivare addirittura secondi, ma secondo voi si può andare a giocare la partita decisiva a Termoli in sette e con Luigi Valente impegnato a litigare con il padre di Davide sulle conseguenze negative che il Cementificio provoca sull’impatto ambientale?

Resta il record di vittorie per società: dodici in un anno, un risultato che migliora anche quello ottenuto nella prima stagione e la soddisfazione di aver probabilmente compattato un gruppo che speriamo sia ormai pronto per l’esperienza in un torneo interregionale.