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CAMPIONATO DI SERIE D PRIMA GIORNATA (4-5/11/2000) CLASSIFICA:
IL COMMENTO SULLA PRIMA GIORNATA Tutto. o
quasi, come previsto negli scontri della prima giornata. L'unica gara che
ha espresso un risultato un po' sorprendente è quella fra Il Globo e
l'Airino. Gli isernini hanno trovato in Antimo Martino (23 punti) il
trascinatore ed hanno portato a casa i primi due punti di questo torneo.
Come da pronostico le vittorie di Nidaco Venafro A e Polisportiva Isernia
rispettivamente su Nidaco Venafro B e Bojano. Solo una formalità per
Mallamace e compagni il derby venafrano, mentre i pentri hanno faticato
non poco ad avere ragione dei matesini. Infine, forse nella gara più
incerta del primo turno, l'Antoniano ha avuto la meglio sull'HTE
Venafro. LA NOSTRA PARTITA
Esordio vincente per l'Antoniano Campobasso nella nuova
stagione della serie D. La squadra di Leo di Marzio ha avuto la meglio
sull'HTE Venafro, dopo una gara molto incerta e combattuta, anche se non
bellissima. Il match comincia con i campobassani che sembrano prendere in
mano l'inerzia, con i tiri da fuori di Torzilli e le penetrazioni di
D'Uva, e l'HTE che denota subito qualche problema al tiro e sotto i
tabelloni. Si va 11-2 a quattro minuti dal mini intervallo, poi i
venafrani cominciano a registrare la mira, prendono qualche rimbalzo in
più e riescono a chiudere la prima frazione solo a -2. Di Marzio ruota
tutti i suoi uomini, l'HTE si affida alle bombe di Palmieri e alle
penetrazioni di Giannini, ma il divario ai rimbalzi è pesante per
Mercolino e compagni, che comunque riescono ad avere percentuali migliori
rispetto ai padroni di casa ed a conquistare il primo vantaggio della
gara: 17-18 al 12'. Si prosegue poi punto a punto fino all'intervallo.
Stessa musica nel terzo periodo, con l'Antoniano a sbagliare molto
soprattutto con D'Uva (8/22 da due e 0/2 da tre per lui in totale) e l'HTE
che prende anche otto lunghezze di margine (37-45 al 28'), frutto ancora
delle bombe di Palmieri e di qualche rimbalzo in più. La supremazia dei
campobassani sotto le plance è però decisiva quando, in un paio di
occasioni, vengono concessi dall'HTE anche quattro tiri consecutivi.
L'Antoniano comincia a rimontare e torna in vantaggio a 1.02 dal termine
della gara su un ennesimo rimbalzo offensivo dopo un errore dalla lunetta
di Pennacchio. Il finale è tiratissimo, con gli ospiti che sbagliano due
volte il tiro del riaggancio e i padroni di casa che possono festeggiare
la prima vittoria stagionale.
All. Di
Marzio -
SECONDA GIORNATA (10-11-12/11/2000) RISULTATI
IL COMMENTO SULLA SECONDA GIORNATA Vince la
Polisportiva Isernia sull'Antoniano Campobasso e resta sola al primo posto
in classifica, approfittando anche del riposo della Nidaco Venafro A.
Buone vittorie anche dell'HTE Venafro su Il Globo Isernia e della terza
venafrana, la Nidaco B, a Termoli con l'Airino. Ha infine esordito con una
sconfitta l'Aptiva Campobasso, battuta in casa dal
Bojano. LA NOSTRA PARTITA HTE VENAFRO 77 IL GLOBO IS 49 (16-7, 24-23, 54-39) Siamo solo alla seconda giornata, ma per la HTE si trattava già di gara da ultima spiaggia. Questo perché la formazione del presidente Cosenza, dopo aver disputato una stagione 99/2000 al limite del fallimentare, non riportava a casa i due punti dall'11 Marzo scorso, quando riuscì a violare il parquet di Ferrazzano ai danni della Molisana di Anzini. Sabato sera la Fortitudo ha centrato l'obiettivo pur non dando l'impressione di poter iniziare un nuovo corso. Circolazione di palla approssimativa, tante (e banali) palle perse, difficoltà ad imporre il proprio ritmo alla gara per non più di due o tre minuti le note dolenti sulle quali si lavora ormai da tempo (senza troppo successo... per la verità). Il Globo Isernia nei primi due tempi, ha tenuto il campo in maniera più che dignitosa anche senza il suo giocatore principale (Antimo Martino). Dando un occhiata al punteggio di sabato sera (28 punti di scarto) ed allo score (23 punti) dell'ex Polisportiva della scorsa gara, i rimpianti per la sua assenza sembrano trovare ampio spazio. I ragazzi di Carmine Di Pilla hanno ancora una volta, ed impietosamente, messo a nudo i difetti dei padroni di casa. Nei primi '20 un discreto numero di rimbalzi offensivi catturati (Di Vincenzo 9) permetteva ai pentri di rimanere attaccati alla partita, nonostante la difesa individuale dei padroni di casa li costringesse spesso e volentieri a commettere infrazioni di 24''. Nella ripresa la HTE tornava in campo con le idee decisamente più chiare: nonostante i continui cali di tensione i padroni di casa riuscivano ad imporre il proprio ritmo alla partita in virtù di percentuali dal campo finalmente soddisfacenti. Per il Globo Is bene Chiacchiari, Fl. Pascarella e la combattività di Di Vincenzo, per la HTE tornano protagonisti in attacco i fratelli Cosenza mentre De Sanctis corona l' esordio in maglia Fortitudo realizzando, tra gli applausi del pubblico, i suoi primi due punti della stagione.
TERZA
GIORNATA(18-19/11/2000) RISULTATI IL GLOBO
ISERNIA - BOJANO 68-75 COMMENTO SULLA TERZA GIORNATA
CLASSIFICA
:
Nel derby più atteso, proprio perché alla vigilia quello più equilibrato, l'HTE Venafro ritrova lo spirito dei tempi iniziali e porta a casa una vittoria importantissima. Due squadre che hanno dato sul campo tutto quello che avevano dentro: nessuno ci stava a ricevere la palma di terza squadra della città, e allora ci si è trovati di fronte ad una partita combattuta, intensa, molto corretta e con un finale tanto inaspettato quanto appassionante. Nei primi due quarti i padroni di casa partivano nervosi e contratti, facendo scempio dei falli subiti con uno sconfortante 6/19 dalla linea dei tiri liberi. L'HTE difendeva forte e, non subendo a rimbalzo, poteva colpire in contropiede. Devastante quanto decisivo l'impatto sulla partita di Marco Valvona. Partito dalla panchina, l'ex Venafrana Calcio non mostrava di aver nessun timore reverenziale e andava ripetutamente a bersaglio con una scioltezza di movimenti veramente sorprendente. A lui il titolo di MVP della gara con 11/15 da 2. All'inizio del terzo quarto la gara sembrava chiusa: break di 8-0 per i gialloneri che volavano a + 18, raggiungendo il massimo vantaggio con un Mercolino tornato finalmente sui suoi standard. La Nidaco "B" di perdere in questo modo non aveva proprio voglia e reagiva alla grande mostrando tutto il suo carattere. De Luca (6/19 dal campo) e Arturo Mascio (13 rimbalzi, 8/13 ai liberi, 8 palle perse) suonavano la carica approfittando dei problemi di falli degli ospiti (Palmieri, Lucarelli e B. Cosenza con 4 falli, Valvona uscito per una ferita all'occhio sinistro) con l'esito della gara che veniva inevitabilmente rimandato agli ultimi scampoli di gioco. La cronaca degli ultimi diciassette secondi: sopra di tre lunghezze, l'HTE gestiva palla fino a 9'' dal termine, quando G.Cosenza (non nuovo a scempi del genere) falliva in solitudine il più classico dei canestri della staffa. Sul rimbalzo difensivo, Mascio veniva bloccato in contropiede da un fallo di B. Cosenza (che emulava così le gesta di suo fratello) giudicato antisportivo dall'arbitro Bernardi. Mascio realizzava entrambi i liberi e la Nidaco "B" poteva gestire con 6'' da giocare il pallone di una clamorosa rimonta vincente. F. Valente (l'unico a salvarsi ai liberi, 4/5) con estremo candore si palleggiava sui piedi restituendo il pallone alla Fortitudo. Sulla rimessa, Mercolino subiva fallo e realizzava entrambi i tiri liberi. Con 4'' da giocare toccava a Leva tentare il tiro del pareggio, ma la ricezione era tutt'altro che agevole e la sua bomba (scagliata probabilmente a tempo scaduto) riusciva solamente a scheggiare il ferro. Per i padroni di casa, decisivi al termine gli errori dalla lunetta (25/47), le forzature dei primi due quarti e l'uscita per falli di A. Durante. L'HTE può festeggiare la vittoria in un derby (dopo averne persi quattro di fila) e guardare al futuro con uno spirito diverso, forse finalmente quello giusto.
COMMENTO SULLA QUINTA GIORNATA
LA NOSTRA PARTITA
Che si debba attendere la gara con la Polisportiva Isernia per assistere ad un incontro probabilmente equilibrato, è cosa nota ormai da tempo per la Nidaco. Sabato sera nel derby con l'HTE i ragazzi di Arturo Mascio hanno sicuramente disputato una gara tutt'altro che positiva ma lo score, al termine dell'incontro, testimonia per la quarta volta in questa stagione le potenzialità della candidata principale alla promozione in C2. Più che ad una partita vera e propria sembrava di assistere alla più classica delle esibizioni. La resistenza dell'HTE si è esaurita al termine del primo quarto quando gli "ospiti" hanno deciso di far fruttare i mismatch a proprio favore servendo con maggiore continuità la propria batteria di lunghi. Mallamace, Capobianco, Migliarino e Zaccardelli (oltre al consueto ventello di Greco) hanno fatto i propri comodi all'interno dell'area pitturata, mentre la discreta difesa individuale della Fortitudo sui piccoli della Nidaco (Greco escluso naturalmente) non ha impedito che lo scarto assumesse vaste proporzioni. Questo perché G. Cosenza e "Awuivo" Giannini sono stati gli unici a trovare con continuità la via del canestro, mentre B. Cosenza (0\6 dal campo e uscita per infortunio al '25) e Mercolino hanno viaggiato decisamente sotto il proprio standard.
COMMENTO SULLA SESTA GIORNATA
LA NOSTRA PARTITA Non sembra conoscere sosta la marcia del Bojano. Nella gara più importante della giornata, i matesini sconfiggono non senza problemi una buona HTE Venafro, e mantengono la scìa della Nidaco A, vittoriosa venerdì a Termoli con l'Airino. Gli ospiti, orfani di G.Cosenza, Giannini e Piscitelli (quest'ultimo polemicamente ha rifutato la convocazione) hanno disputato una prestazione tutto cuore e difesa, ma per l'ennesima volta il Bojano ha dimostrato di poter colpire nel momento giusto in maniera letale. Basta leggere il referto e ci si rende conto che Umberto Ferri realizza zero punti nella prima frazione e ben tredici tra la fine del terzo quarto e il proseguo del quarto: merito va a Bernardo ed a tutti i compagni, bravi a servirlo con continuità, ma soprattutto abili a cogliere lo smarrimento degli ospiti, che hanno deciso per 5' di porre sull'anello il più classico dei tappi di sughero. Gridano "lavori forzati" le conclusioni fallite da sotto di Valvona (4/11 dal campo con 5 rimbalzi) e B. Cosenza (3/8 da 2 2/6 da 3, 6 rimbalzi, 6 assist). Un break decisivo per le sorti della gara, con i biancoblù (tatticamente premiata la scelta di schierarsi a zona per 40') che raggiungevano nelle battute finali anche i dodici punti di margine. Per i padroni di casa, oltre al già citato Ferri, ottime le prestazioni di Bernardo (da antologìa l'assist con il canestro e il fallo di Ferri che chiudeva virtualmente l'incontro) Gi. Policella e Caruso. Per gli ospiti Mercolino (6/13 dal campo 6 rimbalzi, 5 recuperi) è stato per larga parte dell'incontro il faro in attacco per i suoi, mentre Valvona e B. Cosenza hanno giocato troppo spesso a corrente alternata.
SETTIMA GIORNATA (16-17/12/2000)
LA NOSTRA PARTITA
Che la strada intrapresa sia proprio quella giusta? Se lo stanno probabilmente chiedendo giocatori e dirigenti dell'HTE Venafro, che sabato sera ha nettamente sconfitto l'Airino Termoli. La precedente partita con il Bojano (nonostante la sconfitta) aveva per la verità lasciato intravedere spiragli positivi, quella di sabato ha dato conferme. Il gruppo sembra essersi nuovamente compattato, lo spirito (fondamentale per una squadra priva di allenatore) appare quello giusto. La Fortitudo, nonostante i continui cali di tensione, ha giocato di squadra, mostrando automatismi interessanti e controllando la partita senza abusare del vantaggio acquisito dai primi minuti. Fondamentale il contributo dalla panchina (ritorno concreto di Piscitelli con 3/4 dal campo, Garzia 2/2 e prima tripla in carriera) mentre i punti (43 in due) della coppia B. Cosenza (6/12, 8 rimbalzi, 4 assist) - "Awuivo" Giannini (8/13, 7 rimbalzi, 1 stoppata) hanno respinto i tentativi di rimonta degli ospiti. L'Airino per la verità ha agevolato non poco il successo dei gialloneri: i termolesi sono stati la brutta copia della squadra capace, la scorsa settimana, di reggere ottimamente il confronto con la Nidaco, ma le attenuanti ci sembrano valide (mancanza di una guida tecnica in panchina viste le defezioni forzate di Di Lembo e Perugini). Gialloblù, a nostro parere, perdenti in difesa dove l'intensità è purtroppo rimasta sul linoleum del proprio impianto o nella voce del proprio coach. In attacco gli ospiti hanno preferito delegare la responsabilità delle operazioni a Gianluca D'Angelo (ala piccola dalle movenze sgraziate ma tremendamente efficaci nell'uno contro uno) che ha però avuto mediocri percentuali dal campo e dalla lunetta e, nei momenti che contavano (negli ultimi due quarti due volte sul -9), subito l'efficace difesa di Giancarlo Mercolino.
LA NOSTRA PARTITA
La strada è a questo punto veramente quella giusta. L'HTE Venafro compie la grande sorpresa della giornata infliggendo la prima sconfitta stagionale alla Polisportiva Isernia, che mantiene la vetta della classifica solo grazie al rinvio della gara tra Antoniano e Nidaco A. Una vittoria larga (diciassette punti non sono pochi per la prima della classe), meritata e mai in discussione per i ragazzi del presidente Cosenza, che sembrano ormai giunti al compimento di un cammino che li ha portati a trasformarsi da squadra dove l'improvvisazione regnava sovrana a formazione relativamente solida ed organizzata nonostante in allenamento i litigi verbali e i numeri da circo equestre la facciano da padrone (esercizio preferito di buona parte degli atleti il gancio da centrocampo). Esempio lampante, la presenza di sei giocatori nella classifica marcatori con oltre dieci punti di media e nessuno oltre i tredici. Domenica sera per la verità, il compito dei gialloneri è stato a dir poco agevolato dai pentri, giunti nel capannone privi di Padula, Chiacchiari (infortunio alla caviglia) e Mancini (congratulazioni dal "Basket nel Molise" per la Laurea in architettura ormai prossima). La Polisportiva vista domenica sera appare ben lontana dall'essere l'alternativa alla Nidaco Venafro. I ragazzi di incollingo hanno sofferto non poco la difesa individuale (ancora una volta per tutti i '40) degli avversari (che hanno ruotato con estrema continuità nove elementi), e sono giunti nel quarto periodo (27-18 per l'HTE) in totale riserva di energie. Sorprendente l'incapacità degli ospiti nel trovare varietà di soluzioni in attacco; i pentri si affidavano troppo spesso all'improvvisazione dei singoli (Lombardi 25 a referto con tante forzature e basse percentuali), rinunciando a servire con continuità in post basso Nicola Di Rosso, che avrebbe potuto sfruttare maggiormente le proprie doti offensive. Se si mettono in conto una discreta serie di errori da sotto, il quadro dovrebbe apparire chiaro. Dall'altra parte ha impressionato la puntualità in fase realizzativa della panchina giallonera. Ben ventotto i punti "on the bench" (contro la virgola degli isernini) per la Fortitudo, con Valvona (4/9 con 4 recuperi), Palmieri (3/8 con 3 recuperi) e Piscitelli (3/4 e 4 rimbalzi) protagonisti, ma l'HTE, forse per la prima volta in questa stagione, ha avuto il grosso merito di attaccare con pazienza la zona avversaria esibendo buona circolazione di palla, spedendo con continuità e successo il pallone in zona pitturata (38 i punti complessivi della front line) senza abusare del tiro da 3 punti (5/16). In difesa la Fortitudo, oltre ad esercitare una pressione accettabile per tutto l'arco dei '40, ha sicuramente retto il confronto a rimbalzo (32 totali, Mercolino e B. Cosenza 7 ciascuno) mentre dai ventiquattro recuperi complessivi (Lucarelli 5), è scaturito nel terzo quarto un efficace gioco in transizione che ha prodotto il break probabilmente decisivo per le sorti dell'incontro. Domenica prossima l'HTE, che dovrà stare molto attenta a non allentare la tensione, farà visita all'Aptiva, formazione che le ha sempre creato più di un problema, mentre la Polisportiva è attesa a quella che da "Main Event" si è trasformata nella gara verità che la vedrà opposta alla Nidaco Venafro. Un indizio importante per sapere anticipatamente se la formazione allenata da Arturo Mascio può fare corsa a sé in questo torneo.
COMMENTO SULLA NONA GIORNATA
Gara molto combattuta al Palavazzieri fra Aptiva Campobasso e HTE Venafro, con i campobassani che rimontano nel secondo quarto, giocano alla pari nel terzo, ma subiscono nel primo e nell'ultimo il gioco più organizzato degli ospiti. Ancora una volta l'HTE sa ben supplire a quello che è il suo maggior difetto, e cioè la consistenza sotto i tabelloni dove il solo Giannini (15 punti e 8 rimbalzi) sa farsi valere, con una buona difesa e una maggiore precisione rispetto ai padroni di casa dall'arco dei 6,25m, con L. Palmieri che sbaglia qualcosa di troppo ma mette nei momenti topici le triple che decidono la gara. Il primo quarto fa pensare ad un'Aptiva in formato "Clippers", con i venafrani che vanno via piuttosto facilmente e guadagnano anche un +10, grazie ai punti di Giannini e B. Cosenza. L'HTE si ferma però nella seconda frazione, in cui realizza solo 8 punti. E' Ruggiero, all'esordio in questa stagione, a guidare la carica dell'Aptiva: 9 punti per lui nei secondi dieci minuti di gioco e campobassani anche in vantaggio (26-25 a 30" dal riposo) prima di subire il canestro che manda le squadre negli spogliatoi con l'HTE che mantiene un punto di vantaggio.Il terzo periodo è il più bello, con l'Aptiva che prova ad andare in fuga grazie a D'Imperio, che realizza quattro canestri consecutivi, lasciato sempre tutto solo dalla difesa ospite. I campobassani prendono anche sei punti di margine (38-32 al 24'), ma l'HTE non perde la testa e rimonta bene, e così le due squadre si presentano agli ultimi dieci minuti di gioco praticamente in parità. E qui gli ospiti fanno il break: i canestri di Mercolino (prima dell'espulsione per un battibecco con P. Palmieri, espulsione peraltro decretata dall'arbitro Fascia in maniera un po' affrettata) e le bombe di L. Palmieri danno ai venafrani il comando delle operazioni. E' proprio il numero 7 ospite che segna la tripla del 53-52 e dà ai suoi il vantaggio che l'Aptiva non riuscirà più a colmare. Gli ospiti incrementano poco alla volta il margine, finché ancora un tiro da tre di L. Palmieri porta il punteggio sul 60-70 a 1'44" dalla sirena finale. Partita chiusa e vittoria per Lucarelli e compagni.
DECIMA GIORNATA (26-27-28/1/2001)
COMMENTO SULLA DECIMA GIORNATA
CLASSIFICA
LA NOSTRA PARTITA HTE VENAFRO 80 ANTONIANO CB 87 (17-18, 28-42, 61-67) Preziosissimo successo esterno per il N.B.Antoniano, che ritrova il quinto posto lasciandosi alle spalle i fattacci delle scorse giornate (sconfitta a tavolino e punto di penalizzazione). Presentatisi in versione completamente aggiornata (prima volta insieme per Antonelli, Di Stefano e Correra), i campobassani hanno faticato più del previsto per superare un'HTE in formazione d'emergenza (pesanti le assenze di Palmieri, G. Cosenza e Valvona... in poche parole 33 punti di media) e con una forma atletica quantomeno rivedibile. La cronaca: dopo un primo periodo di sostanziale equilibrio, gli ospiti prendevano decisamente il largo. L'HTE era costretta, per preservarsi da problemi di falli, a schierarsi a zona, ma veniva letteralmente punita dalle triple di Marco Correra e dai canestri di D'Uva. Non contenta, la Fortitudo in attacco decideva di mandare in scena un'insolita puntata di "Mai dire Basket": protagonisti in assoluto B. Cosenza, Mercolino e Piscitelli capaci di collezionare un "lusinghiero" 0/11 da... sotto canestro! La ripresa si apriva con un terrificante break in favore dell'Antoniano: i campobassani volavano a più venti con i canestri del solito duo D'Uva-Correra, mentre una tripla di tabellone della serie "superenalotto" di Zoccolo generava oscuri presagi ad una Fortitudo che appariva totalmente inerme. Una gara che sembrava finita e che invece si riapriva in pochi minuti: l'impatto delle seconde linee ospiti era nullo se non deleterio, ed un fallo antisportivo sanzionato a Mario Sabelli riaccendeva la speranza per i locali, che sulla scia dell'entusiasmo ritrovavano grinta e determinazione, scrivendo un controparziale che fissava il punteggio sul 61-67. Un quarto periodo appassionante: i locali perdevano per crampi B. Cosenza, mentre Mercolino (per il quale era stata commutata la squalifica previa pagamento della multa) compiva l'impresa di commettere due falli in un minuto. Non contento di ciò, pensava bene di uscire dal campo con un tecnico. L'uscita dopo pochi attimi (sempre per sopraggiunto limite di falli) di Piscitelli costringeva l'HTE a schierare un quintetto a dir poco inedito con quattro lunghi e Lucarelli. Partita finita? Neanche per scherzo: l'Antoniano vedeva scendere le proprie percentuali, mentre i punti di "Awuivo"Giannini (11/19, 8 rimbalzi) e i rimbalzi della coppia Rinaldi-Ottaviano (15) portavano l'HTE sul +1 con 3 minuti da giocare. Era l'ultimo sussulto di una partita giocata con poco criterio: Di Stefano gestiva al meglio gli ultimi possessi, D'Uva e Antonelli realizzavano i canestri decisivi mentre i padroni di casa rimanevano vittime dell'improvvisazione collezionando ben quattro palle perse in due minuti. Terzo posto sfumato per l'HTE, che stavolta ha visto la fortuna girargli completamente le spalle, rincorsa al quarto per l'Antoniano, che nei playoff, con questo roster, potrà dare fastidio a tutti... Nidaco A esclusa naturalmente.
COMMENTO SULL'UNDICESIMA GIORNATA
LA NOSTRA PARTITA
Dopo un turno di assenza, la fortuna torna amica dell'HTE Venafro che sconfigge in esterno la formazione pentra de Il Globo, orfana (per la seconda volta nello scontro diretto) dei suoi giocatori migliori: Martino e G. Freda. Una partita tutt'altro che esaltante, condotta piuttosto agevolmente fin dai primi minuti dagli ospiti che hanno, per l'ennesima volta, alternato trame di gioco decenti a preoccupanti cali di tensione. Tre parziali su quattro appannaggio della Fortitudo, che nell'ultima frazione ha raggiunto anche le venti lunghezze di vantaggio, frutto di una difesa individuale finalmente aggressiva e delle fughe solitarie in contropiede di Luigi Palmieri. Come accade da sempre, gli ospiti hanno deciso unilateralmente, e con un certo anticipo, di decretare la fine dell'incontro concedendo agli ospiti un finale tanto spumeggiante quanto privo di reali contenuti visto che il risultato non è mai stato in discussione. Per Il Globo, al contrario, un dato a nostro parere emerge in maniera chiara: con Martino e Freda fuori dalla lista, gli isernini non vinceranno tante partite, ma i giovanotti di Carmine Di Pilla finiscono per esprimersi meglio affrontando la gara con una mentalità diversa e mettendo sul terreno di gioco un'intensità decisamente maggiore. Per i padroni di casa buone le prestazioni di "Speedy" Zullo, G. Chiacchiari, Bottiglieri e Florindo Pascarella, tutti (per la prima volta quest'anno) in doppia cifra. Per gli ospiti, oltre a Palmieri, segnaliamo le conclusioni enigmatiche di "Awuivo" Giannini e i tanti rimbalzi, in rapporto ai minuti giocati, di un "Topone" Ottaviano sempre più convincente.
LA NOSTRA SUPERPARTITA Vince ancora, ma soffre maledettamente la Nidaco Venafro, che lotta contro se stessa per due quarti e mezzo, sembra prendere il largo tra la fine del terzo e l'inizio del quarto periodo, ma rischia grosso negli ultimi 5', quando tre bombe in fila (quarta che entra ed esce...) dell'HTE riducono sensibilmente lo svantaggio. Nonostante le premesse lasciassero intravedere la più classica delle mattanze, è stata partita vera. Due assenze e due ritorni importanti da entrambe le parti: Greco e Palazzo per i locali, Mercolino e Valvona per gli ospiti. Padroni di casa irriconoscibili che partono con il freno a mano tirato: poche idee per un gioco d'attacco stranamente macchinoso e prevedibile in cui si nota eccessivamente l'assenza di Mario Greco, e difesa disattenta con poca intensità. Ospiti inizialmente titubanti ma che prendono coraggio nel corso della gara per la sorprendente capacità di arginare difensivamente l'onda d'urto della frontline avversaria. Nonostante le percentuali al tiro siano tutt'altro che incoraggianti, la superiorità a rimbalzo in entrambe le aree pitturate consente alla Nidaco di rimanere comunque in controllo. Secondo periodo in cui lo scenario cambia volto con la Fortitudo che vive momenti di gloria: l'HTE morde in difesa sfruttando l'apatia dei locali, e riesce addirittura a portarsi avanti nel punteggio grazie ai sette punti di Palmieri (stoica la sua prestazione nonostante l'influenza), prima che una fiammata degli azzurri riporti il punteggio sul più tre in proprio favore. Un equilibrio destinato a rompersi nel terzo quarto. Mallamace, in polemica perenne con gli arbitri, si innervosisce finendo per smarrire le vie del canestro (zero e referto nei secondi 20') e cozzando più volte contro la difesa (ai limiti della legalità) di Ottaviano e Piscitelli, bravi ad uniformarsi al metro arbitrale. La gara in attacco la fa quindi Fabrizio Durante che riempie con successo le corsie del contropiede sfruttando un vistoso calo fisico e mentale della Fortitudo. Dodici punti nel solo terzo periodo per il più giovane dei cuginetti e gara che sembra conoscere la parola fine. Ma l'HTE, squadra che vive da sempre di emozioni e di repentini cambiamenti d'umore, trova casualmente la forza di reagire e, forse per la prima volta nel corso della gara, la consapevolezza di poter concretizzare l'imponderabile. Una stoppata (apparsa alquanto dubbia) di Ottaviano su Mallamace manda in delirio i gialloneri, che ritrovano in un amen coraggio ed intensità. Le triple di Lucarelli (prima di tabellone, la seconda incredibile... in precario equilibrio e da 9m) e di B. Cosenza riportano la Fortitudo a stretto contatto, ma è Nicando Mascio (senza dubbio l'MVP della gara) a spezzare il sogno degli ospiti realizzando con l'istinto del killer dodici punti negli ultimi 10'. Per la Nidaco una prestazione da metabolizzare, ma allo stesso tempo da dimenticare al più presto. Gara da incorniciare per la Fortitudo, che non ha tempo per distrarsi: per raggiungere la terza piazza sono ben quattro le gare valide. Per la famosissima serie "vincere o morire".
Gli appassionati di basket a Venafro avranno avuto sicuramente un ottimo motivo (primo tra tuttti quello di aver assistito ad un ottimo incontro tra Nidaco B e Polisportiva Isernia) per non assistere al big match della quattordicesima giornata del torneo di serie D, ma i quindici presenti difficilmente dimenticheranno la gara di sabato scorso. L'HTE priva di G. Cosenza, Piscitelli, Ottaviano e, dal secondo minuto della ripresa, di Mercolino (lesione dei legamenti della caviglia e stagione virtualmente finita), impone il quarto stop stagionale al Bojano e rilancia (seppur con un certo numero di incognite viste le probabili quattro assenze per la prossima gara a Termoli) l'attacco alle posizioni di vertice. Una partita da un punto di vista tecnico tutt'altro che gradevole, ma dai risvolti agonistici ed emotivi interessantissimi e con un quarto periodo ai limiti del fiabesco. Il Bojano (presentatosi praticamente al completo) ha probabilmente gettato al vento, ed in modo definitivo, la possibilità di raggiungere il secondo posto, e può recriminare su due quarti e mezzo condotti in modo quasi impeccabile. I matesini assumevano dopo 5' il controllo del ritmo bloccando di fatto il fervore agonistico dei padroni di casa. Bernardo, ben coadiuvato dai compagni, si esibiva in una deliziosa serie di movimenti offensivi, mentre dall'altra parte del campo i ragazzi di Policella si arroccavano in una zona decisamente angusta, non concedendo alcunché a rimbalzo e riuscendo nell'intento di tenere l' HTE abbondantemente sotto il 50% dal campo. Nella ripresa il motivo della gara non cambiava granché con gli ospiti che raggiungevano al 24' il massimo vantaggio (più nove). Per problemi di falli, l' HTE era costretta a schierarsi a zona, e casualmente tale scelta da obbligata diveniva vincente. Gli ospiti perdevano progressivamente la bussola, gettando nel cassonetto una serie infinita di palloni con la Fortitudo che prima si riavvicinava nel punteggio con sette punti consecutivi di Palmieri, e poi impattava allo scadere del terzo periodo con una tripla da metà campo (e... di tabellone) del "solito" Lucarelli (venti a referto dopo due anni di digiuno). Nel quarto periodo il capannone di via Pedemontana diveniva teatro dell'improvvisa discesa degli dei del basket, forse un po' in credito con i gialloneri. Lucarelli e Valvona (17 nella ripresa nonostante scempi e forzature da camera delle torture) inscenavano la più classica delle "twin madness" realizzando, uno dopo l'altro, quattro incredibili canestri da 3 punti (Valvona a bersaglio dopo ricezione sulla rimessa con 2'' da giocare, spalle al canestro e da otto metri...). La Fortitudo si rintanava nella zona cercando di limitare quanto più possibile Bernardo, tenuto a soli quattro punti nel secondo tempo, mentre gli ospiti (bene Colalillo), frastornati ed increduli allo stesso tempo, finivano sorprendentemente per perdere la testa procurandosi tecnici a ripetizione e rischiando di veder capovolta la differenza canestri. L'ultimo tentativo da 3 di Valvona non trovava altro che lo spigolo alto del tabellone, ma nonostante la presenza degli dei, sarebbe stato stato onestamente un po' troppo per gli ospiti.
SEDICESIMA
GIORNATA
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