FELICE DURANTE N.10 Venafro 28/01/1982 176cm Guardia
“El Segnor” e potremmo finirla qui per l’uomo dei canestri decisivi, in tutti i sensi. Autore di quello forse più bello di sempre a livello giovanile locale quando con una “triple de felipe”mandò la finale cadetti ai supplementari (poi vinta con 5’ giocati in maniera stratosferica) e Coach Leo Di Marzio alla Neuro ma anche di nefandezze assolute come nell’ultimo derby conclusosi con una “Bastonata” dai 6,25m. Arrivato alla Fortitudo nella scorsa stagione ma richiesto (e negato per rischio di eccesso di basket giocato) già dal lontano 1998. Sorriso perennemente stampato in faccia sprizza gioia ed energia se ha un pallone in mano. Atleticamente a dir poco felpato, potrebbe tranquillamente guadagnare da vivere facendo il contorsionista. Penetrazioni con estremo mestiere (agganciandosi agli avversari con i gomiti) ad alto coefficiente di difficoltà trovando spazi misteriosi, e una capacità di allungare i propri passi neanche fosse Edwards (il triplista). Insospettabili i suoi errori da sotto in contropiede ma è il vostro incubo offensivo se ci giocate contro durante i 3vs3 estivi. Arresto e tiro da manuale con meccanica personalissima, grande capacità di utilizzare i tabelloni locali, Streak Shooter, in giornata negativa non la mette praticamente mai, ma se inizia a segnare….. Gestione dei possessi abbastanza “brasiliana”, se non ci fosse l’allenatore sarebbe capace di tirare sempre e di tornare per primo in difesa dove ha gambe voglia e volontà ma ancora pochissimo senso pratico. Nel bene o nel male dà sempre il 101% di quello che ha dentro. Da sempre etichettato (a ragione) come giocatore incapace di gestirsi tatticamente (anche perché mai abituato a ragionare troppo) sotto le cure del proprio coach è migliorato tantissimo nel gioco senza palla dove sfrutta un’elasticità atletica invidiabile. Passatore decisamente rivedibile, potrebbe essere accusato di vendersi le partite. Noto frequentatore delle discoteche e dei locali notturni del circondario, specialmente alla vigilia di partite importanti giocate di mattina…..
DANILO TAMBURRINO N.8 Venafro 03/11/1982 185cm Ala
Fategli fare un test per iscriversi ad un college americano ed il responso sarà quello di tornare in quinta elementare. All’Istituto Kennedy di Viale Vittorio Emanuele III…..Primo prodotto del recente vivaio Fortitudo ed esempio lampante di quella che fu la TripleB. Fisicamente una belva, movenze da breakdancer che lascerebbero intravedere spunti interessanti specie a livello offensivo ed effettivamente uno contro zero impressiona non poco. Semplicemente bello da vedere. Parte a destra e sinistra, arresto e tiro ad uno e due tempi, sottomano rovesciato senza utilizzare il tabellone, giro e tiro in fade away. Rimbalzista offensivo potenzialmente devastante, a questi livelli può convertire con efficacia. Difensivamente ha eseguito l’ultimo tagliafuori alla Playstation, quando l’uomo guidato dalla consolle mosso a pietà ha deciso di soccorrerlo evitandogli di essere messo in tribuna anche dalla Sony. I maggiori problemi nascono quando lo metti in campo con altre nove persone e lui si sente maledettamente a disagio. Capace a livello giovanile di tirare i liberi senza beccare lo spazio visivo del tabellone (in pratica le conclusioni sfioravano la rimessa laterale) e autore del canestro più esilarante della nostra breve storia. Posizionato per prendere il rimbalzo offensivo con un compagno in lunetta, Danilo catturò con estrema energìa la palla ma eseguì alla perfezione l’esercizio che vuole il difensore catturare il rimbalzo difensivo e lanciarsi in contropiede. Il problema era che lui in quel momento era dalla parte opposta. Fu capace di tornare nella propria metà campo senza alzare la testa, dribblando nove avversari (compagni di squadra inclusi), e di disattendere anche le indicazioni di Gino Canestro (coach avversario) che lo implorava di fermarsi rischiando il placcaggio tipo football americano. Uno degli autocanestri (non convalidati per chiara infrazione di campo) più belli della storia del basket. Fa fatica a distinguere gli avversari dai propri compagni di squadra, passerebbe la palla a chiunque. Psicologicamente indecifrabile sembra affetto da autismo cestistico. Difensore arcigno mette le mani dappertutto ma la sua irruenza lo porta a commettere falli ingenui. Può stoppare violentemente. Probabilmente è arrivato al basket troppo tardi per “spostare” ad un certo livello, probabilmente se fosse arrivato prima avrebbe spostato solo i nervi dei propri allenatori. Bravo ragazzo (ma non ditelo al Segnor) ma a tutto c’è un limite….e lui sembra sempre interessato a superarlo.
FABRIZIO CELENTANO N.9 Cassino 10/07/1985 190cm Ala
Date ad un giocatore altezza, fisico, coordinazione e una certa intelligenza e lui troverà perfettamente il modo per annullarsi. Grande speranza (forse solo mia) del recente settore giovanile della Fortitudo, mai sbocciata per la verità, essenzialmente per deficienze caratteriali. Atleta di 190cm da sempre abituato a giocare fronte a canestro e atteggiamento da veterano navigato ma solo se si tratta di prendere il possesso del pallone e di scagliarlo nel canestro. Totalmente incapace di concepire il gioco di squadra paga forse le eccessive responsabilità offensive che gli sono state affidate nei due anni della Juniores (per stretta necessità), l’aver iniziato a giocare tardi ma probabilmente un atteggiamento nei confronti del prossimo abbastanza deprecabile. In poche parole una volta che ha la palla andate a rimbalzo o tornate in difesa perché la storia dell’azione è già stata scritta. Meccanica di tiro naturale e personalissima, esteticamente tutt’altro che ineccepibile che ricorda vagamente la brutta copia di quella di Pat Ewing. Streak Shooter in tutti i sensi, se inizia a segnare bene, cioè bene per lui (tira sempre), altrimenti per tenerlo in campo con una certa utilità urgerebbe chiamare lo psicologo. In doppia cifra nelle poche gare giocate nella scorsa stagione, ventuno punti quest’anno contro il Jurassic poi il vuoto ed una serie di rinunce per motivi quantomeno sospetti. Braccia lunghe, a livello giovanile poteva segnare dal palleggio dove costruiva i suoi 1 vs 1 usufruendo di un’ottima virata e di una dolce mano sinistra. Palleggio arresto e tiro rivedibile, fa fatica a coordinarsi per la sospensione, può sfruttare l’altezza per un tiro con i piedi per terra anche dai 6,25m. Usa bene il passo e tiro, spalle a canestro può realizzare appoggiando attabbellone cadendo all’indietro. Con il passare degli anni potrebbe diventare un ottimo numero quattro….in serie D molisana….. Difensore irritante specie con l’uomo senza palla, guai ad eseguire un tagliafuori che sia uno salvo giustificarsi in mille modi, anche allargando le braccia…come se il suo avversario fosse Rodman. Non mi sorprenderei per una grande prestazione estemporanea ma a mio parere mancano l’attitudine e la mentalità del buon giocatore….felicissimo di sbagliarmi ma che faccia in fretta però.
OLINDO FIORANTE N.16 Isernia 10/10/1974 194cm Pivot
Mettetegli in bocca un fiorellino e in braccio una morra di bambini dell’Africa Nera e fategli girare uno spot per beneficenza. E’ lui il vostro testimonial. Faccio fatica a pensare che giornalmente possa martoriare, a colpi di arnesi affilati, corpi di animali morti ma è il suo lavoro visto che (pubblicità assoluta) i soldi li fa con la Macelleria Molisana. Il primo uomo abbondantemente sopra l’uno e novanta a vestire la nostra maglia. Pivot di stampo antico cresciuto cestisticamente negli anni d’oro del settore giovanile dell’Aesernia Basket. Con compagni di squadra del calibro di Massimiliano Carlomagno, Pierluigi Riccio, Mimmo Di Burra, Giancarlo Chiacchiari ovvio che il suo mestiere fosse quello di eseguire blocchi , tagliafuori, rimbalzi, stoppate. Abilissimo a cambiare lato della palla anche se a volte scambia i propri compagni di squadra per bersagli del passaggio a segno anche se non è pressato da nessun avversario. Tatticamente disciplinato, uno di quelli che capisce il gioco…..in difesa. Inattivo da ben otto anni ha ancora del tempo per mettersi in moto a dovere. Perennemente soggetto a problemi di falli paga un equilibrio del proprio corpo non sempre stabile. Potenziale offensivo degno di una pistola ad acqua, in giornata negativa è capace di non segnare neanche nell’Oceano beccando oltremodo stoppate memorabili (Pilosi’s insegnano) nonostante stazza ed altezza siano (a questi livelli) decisamente dalla sua parte. In quelle positive (rare) esegue la frustata con una certa fluidità, può segnare in giro e tiro o addirittura in sottomano conquistando la linea di fondo. Ragazzo d’oro (anche troppo…specie quando è in campo) e dalla grande generosità (ha regalato a questa derelitta società due palloni…..lui che gioca gratis e spesso a sue spese) è l’idolo di casa Cosenza quando è fuori dal campo specie se ci viene a trovare e porta le paste. Bersaglio costante delle urla di coach Bernardo….anche quando in campo ci sono i suoi compagni di squadra mentre lui innocentemente si riposa in panchina.
ANTONIO NUCCI N.? Venafro ??/??/1966 186cm Ala Pivot
I rami degli arbusti del campetto dell’oratorio dell’Imprenditor Dorrocco ancora nutrono un sentimento misto di affetto e rancore nei confronti di quell’individuo che tanti anni fa li utilizzò come liane per mostrare al numeroso pubblico il suo disappunto dovuto all’ennesima uscita per falli sanzionata dall’arbitro in questione. Storico personaggio del nostro ambiente cestistico ed inattivo da ben sette anni è tornato all’improvviso mosso da quella fame di basket che ha sempre mostrato sul terreno di gioco portandolo a diventare per anni il capitano della Basket Venafro e l’idolo del gruppo Kaos, sempre presente sulla collinetta della ragioneria nei momenti che contavano. Iniziato al basket in tarda età (19 anni) dall’Ing.Di Giovanni diventò in breve tempo profeta e sacerdote del passo e tiro seguito da missili puntati sul quadrato del tabellone….a Campobasso si raccoglievano a centrocampo permettendo agli avversari di realizzare in contropiede, alle scuole elementari ed alla ragioneria il più delle volte si raccoglievano e si rimettevano in gioco da dietro la linea di fondo. Discreta gamma di movimenti spalle a canestro anche se il cambiamento della regola dei passi gli ha provocato pericolosissimi stati depressivi cui però sembra essere riuscito a sopravvivere. Perfetto disconoscitore dell’apertura per il contropiede che ha da sempre eseguito a grandi falcate troppo spesso seguite da arresto e tiro da 3 punti (al tabellone ovviamente). Carica emotiva che vorresti trapiantare nei giovani moderni per l’uomo delle grandi rimonte e delle esilaranti esplosioni in faccia all’avversario. Alle volte anche il canestro più banale poteva tramutarsi in otto punti. Memorabile a Bojano dopo aver eseguito l’ormai celebre “EcchiglGganchr’Sinistr in faccia a Bilotta”, indimenticabili le sceneggiate con cui spingeva i compagni ed il pubblico verso la vittoria, altrettanto indimenticabili le sue forzature uno vs quattro e i falli ingenui ma soprattutto gli esilaranti falli tecnici con gli arbitri che nascondevano a fatica le risate. Uno degli atleti più tutelati di sempre in allenamento (‘allo !)….da se stesso……
GIUSEPPE LUMINIELLO N.17 Isernia 28\10\1984 178cm Play Guardia
“Blasphemy Made Basketball” e non si tratta di una rivisitazione del disco d’esordio dei canadesi Cryptopsy visto che “Pera” (baricentro basso abbondantemente più largo delle spalle) condivide con il suo compagno di squadra Rinaldi il trono di violentatore di valori ed epiteti sacri. A dir poco irritante per i credenti (arbitri compresi….ma non è uno sport laico ?) molto meno per gli altri….ovviamente. Playmaker della TripleB e si vede…avesse avuto, durante il trascorso nelle giovanili, compagni dotati di una certa intelligenza avrebbe sicuramente tratto giovamento ed invece paga scelte offensive e di organizzazione di gioco spesso deprecabili pur denotando una discreta visione di gioco….Quantomeno possiede la consapevolezza che si sta disputando una partita e che la squadra che segna più punti vince. Fisicamente implosivo ed incapace di battere l’avversario con una partenza diretta, sfrutta invece un grande controllo del corpo per gettarsi senza alcuna paura in aree affollatissime dove si appoggia (nella migliore delle ipotesi) agli avversari per concludere in sottomano o in arcobaleno mostrando innata capacità di centrare il secondo ferro e di fallire il bersaglio. Misteriosamente parte sempre con il movimento “stessa mano stesso piede” commettendo frequenti infrazioni di passi. Rimbalzista insospettabile ed allo stesso tempo di tutto rispetto, sfrutta mani prensili, un sedere di circonferenza paterna ed un atteggiamento aggressivo che tutti gli allenatori vorrebbero dai propri giocatori. Tiratore a tratti inguardabile con una meccanica di tiro condizionata pesantemente dal movimento della battuta del tennis, lo sport in cui avrebbe potuto, se non primeggiare, quantomeno esprimersi a certi livelli se avesse curato maggiormente il lato psicologico. Col passare del tempo è leggermente migliorato, non aspettatevi grosse percentuali ma realizzazioni pesanti dettate da una forte carica emotiva. In difesa sfrutta voglia e cattiveria, può rubare il pallone dal palleggio dell’avversario anche se i piedi non sarebbero da corsa e suoi polmoni, ormai ampiamente dilaniati, gli implorino sovente pietà dopo pochi minuti di utilizzo…la sua attitudine a superare ogni tipo di limite lo porta a rischiare spesso l’arresto cardiocircolatorio…per questo e tante altre cose uno dei miei giocatori preferiti…non lo nascondo …...
ELIO SCARSELLI N.9 Isernia ??/??/1966 192cm Pivot
“Chi vi siete presi ???? Elio….ma chi ??? Lo “Squalo” ???? Ora capirai perché Naismith non può essere considerato l’inventore della pallacanestro !!!” Queste le parole con cui Giovanni Carcaiso salutò da Isernia l’arrivo di Elio pivot ganciante d’altri tempi….credevo scherzasse ed invece aveva ragione. Mai visto un giocatore capace di utilizzare il gancio anche quando potrebbe appoggiare comodamente da sotto….né quando basterebbe spostarsi leggermente con il corpo invece di tirare a due mani all’indietro senza guardare il canestro…le sue scelte offensive ricordano tanto quelle di un certo e caro Adriano Topone…..Pivot dell’età preistorica, braccia lunghe e difensore arcigno, rimbalzista con tagliafuori feroce, giocatore d’area…fisicamente al pari del suo collega Rinaldi rappresenta l’esempio umano di una quercia, l’ultima volta che si è piegato sulle ginocchia ha avuto la tentazione di raccogliere per terra una banconota da 500 €….Tiro dalla media che va e viene, gancio in corsa, gancio in giro e tiro, gancio da dietro al canestro, gancio a due mani all’indietro, gancio sul rimorchio in contropiede, gancio da sotto la doccia…gancia sempre….attendiamo con ansia che ganci anche e soprattutto NEL canestro…..persona silenziosa ed educata, sembra costantemente soprappensiero salvo poi esaltarsi per ogni canestro realizzato.
EGIDIO COLECCHIA N.8 Isernia ??/??/1964 185cm Ala Pivot
“The Human Offensive Rebounder”…se parte un tiro iniziate ad eseguire il tagliafuori altrimenti la palla la prende lui, persona fuori dal campo gentile ed educata, in campo rimbalzista a furia di gomitate, spinte, calci ma soprattutto grazie ad un senso della posizione non comunissimo ai giovani moderni. L’uomo dei momenti clou, difficilmente commette stupidaggini, l’importante è che non gli vengano affidate grosse responsabilità specie nella metà campo altrui. Lavoro sporco, oscuro, tanta quantità oltrechè qualità per il “collante difensivo” ideale per tante squadre che difettano in “cazzimma”…Offensivamente il discorso si capovolge…all’età di quarant’anni stenta a ricordarsi i movimenti e in linea di massima a capire il gioco. Destrorso ma parte solo e sempre a sinistra (a destra fa passi) fallendo miseramente una quantità industriale di tiri da sotto….sempre da sinistra può colpire con i piedi per terra dai 5m ma converrebbe limitare l’utilizzo del fondamentale in questione se l’esito della gara ha un’importanza primaria. Movimenti di post basso inesistenti….una guardia che gioca vicino a canestro con pochi fondamentali e alla costante di ricerca del tiro da mezzo metro…come ci riesca spesso sostituisce uno dei misteri della scienza. Ha già giocato a Venafro tanti anni fa poiché in un derby con l’Isernia risultò devastante realizzando una caterva di punti utilizzando la linea di fondo…sempre a Venafro ancora si chiedono il motivo per cui da allora abbia sistematicamente evitato di farlo.
NICANDRO RUOCCHIO N.18 Venafro 29/04/1982 174cm Guardia-Ala
La vedete una circonferenza in maglia nera e gialla che rimbalza per il campo eseguendo milioni di palleggi in pochissimo tempo tentando di regalare la palla agli avversari ? Beh è lui…Nicandro Fellone ex Persecone…Talento offensivo limitato da un fisico di giocatore di tressette, mani dolcissime, frustata da manuale, buon tiratore da tre punti, penetratore insospettabile, abilissimo ad utilizzare spazi apparentemente inesistenti e qualsiasi tipo di tabellone. Movimenti di post basso tutt’altro che disprezzabili, predilige la linea di fondo usando il ferro come schermo. Una volta in una partita cadetti l’ho visto realizzare tirando al “contrario”, eseguendo il movimento dando le spalle al canestro e beffando miseramente tale Correra. Semplicemente memorabile. Difensivamente siamo messi abbastanza male, il mestiere può esserci ma le gambe sembrano non essere sulla stessa linea d’onda. Utilizzato, per necessità, come play dal proprio coach ma al momento attuale del play non ha niente….NIENTE. Al massimo può recapitarti no look e con estrema gentilezza un pass (non passaggio) per una serata in discoteca. Passatore dunque da brividi, capace anche di commettere tre infrazioni di campo consecutive o di martoriare la schiena dei propri compagni a furia di pallonate. Ha tempo e probabilmente anche voglia di migliorare. Aspettare non costa niente anche perché in palestra è uno che da tanta allegrìa….non una cosa da poco.
Giovanni Cosenza
| Luigi
Palmieri | Ferdinando
Caravante | Angelo Febbrile |
Davide “Awivo”Giannini
Luca Piscitelli |
Brunomaria Cosenza |
Piermaria Garzia | Luigi Rinaldi |
Roberto
Lucarelli
N\6 Giovanni Cosenza 07\07\1980 Capua (Ce) Guardia 180cm

Uno dei migliori talenti offensivi della breve storia della pallacanestro locale. Avete letto bene offensivi (anche se in linea di massima non sarebbe poco) perché l’indolenza e la pigrizia lo hanno da sempre contraddistinto e limitato nelle altre sezioni di gioco. Autore di un grandissimo torneo nella stagione 98\99 risultando di gran lunga il miglior tiratore da fuori della serie, caratteristica che sembra aver smarrito progressivamente a causa della mancanza di allenamento. Fisico esile (ai livelli del Biafra) e filiforme che gli consente di essere un saltatore da fermo sensazionale (avrebbe potuto tranquillamente praticare con discreto successo il salto in alto), ma che lo limita notevolmente nel gioco fisico anche perché come dice sua mamma “il ragazzo ha una soglia del dolore molto bassa”. Non chiedetegli di difendere con cattiveria, né tantomeno di recuperare un pallone vagante (non si sbuccerebbe le ginocchia neanche scendesse il padreTerno) né di combinare qualcosa di sensato nell’ultima azione di gioco se non quella di realizzare uno o due tiri liberi. Cominciate a tremare se è lui a portar palla, riesce a gettarla con facilità e disinvoltura, mentre bisogna fare attenzione alla stoppata specie se effettuata in aiuto (premio miglior stoppata dell’anno stagione 97\98 contro il NBA). Peppino Bernardi afferma di averlo visto stoppare tredici volte in una sola gara del torneo ragazzi, un malcapitato atleta di Riccia la cui squadra da anni ha smesso l’attività…un caso?
N\7 Luigi Palmieri 23\03\75 Roma Guardia 165cm

Tira, tira, tira, tira…..sempre e dovunque (spesso e …comunque). Con il 7\10 da 3 di quest’anno può tranquillamente essere eletto il miglior tiratore puro della scena locale piedi per terra con una meccanica di tiro pulitissima e naturale. Dopo aver seguito per anni dalla panchina il suo maestro De Luca, possiamo davvero affermare che Luigi ne ha ereditato l’attitudine, non le percentuali (per fortuna….). Paga non poco l’altezza nelle situazioni di uno vs uno anche se riesce a sopperire alle difficoltà buttandosi all’indietro ed alzando una parabola intercontinentale. (celebri i suoi tuffi mimando un fallo che solo gli arbitri riescono a vedere). Buon atleta ed ex difensore di discreto livello, ha smarrito col tempo la tecnica difensiva di base. Un consiglio per gli avversari: battetelo sul primo passo (non è così difficile come potrebbe sembrare), e se non avete la mano quadrata di Pietro Zullo, all’80% avrete realizzato un comodo canestro da sotto. Micidiale in contropiede anche se rimangono indimenticabili gli errori in solitudine vista la sua riluttanza ad appoggiare la palla attabbellone, difetta spesso nella lettura del gioco, fattore che lo porta frequentemente a forzare situazioni a basse percentuali di realizzazione. Per la verità nel corso degli anni ha imparato a smettere di tirare quando le cose non vanno per il verso giusto. Pilota già in tenera età (a 14 anni accompagnava con il pulmino i bambini del minibasket….genitori iscrivete i vostri figli altrove), nell’ultimo periodo si è dilettato a far sorgere qualche dubbio sulla reale qualità dei propulsori Fiat Punto. Particolare da tenere in considerazione: le ultime migliori prestazioni sono sempre state precedute da notti brave…..
N\? Ferdinando Caravante 18\08\1981 Napoli 172cm Play-Guardia

Se non avete l’obbligo di vincere una
partita, mandatelo in campo non più di tre minuti, dategli la palla, sedetevi
e gustatevi lo spettacolo. L’Harlem Globetrotters del Biafra, the Human Basketball
Cabaret, questi i nomignoli che molto probabilmente Zander Hollander gli affibbierebbe.
Difficile trovare un giocatore dal rendimento praticamente nullo così sicuro
dei suoi mezzi e senza la volontà di mettersi mai in discussione. Ancora è poco
chiaro se, almeno per quel che riguarda il basket, “ci è o ci fa ?”. Come Play
è assolutamente inaffidabile contro la difesa schierata dove spesso preferisce
scagliare mattonate da oltre gli otto metri (la mette di rado) accompagnate
dal consueto “Malissimo!” Può esprimere il “meglio” di sé nel gioco in transizione
mettendo in mostra un’infinita varietà di passaggi No Look alcuni davvero apprezzabili
per fantasìa, molto meno per efficacia, oppure da guardia se trovato a dovere
sugli scarichi. Doti atletiche niente male anche se limitate da un’indolenza
di classico stampo napoletano, possiede una meccanica di tiro apprezzabile con
il neo di spingere molto poco le braccia. La difesa? Un concetto oscuro e poco
definito, per giocatore in grado di rendere chiunque un fenomeno. E’ un po’
lo stesso discorso già fatto per Valvona, un attaccante (molto meno dotato del
proprio futuro compagno di squadra) di stampo calcistico che se battuto non
si fa problemi perché “tanto dietro ci sono i difensori….”. Quest’anno ha deciso
di tornare…è ufficialmente in gara con Pietro Zullo per numero di promesse non
mantenute.
N\10 Angelo Febbrile \1982 Cerignola (FG) Pivot 186cm
Soffice come…quello che volete. Potete fargli di tutto ma difficilmente si mostrerà in collera con voi. Spingetelo, dategli delle gomitate, pestategli i piedi, tutto è ammesso. Fisicamente avrebbe discrete potenzialità ma viene difficile pensare di poterle utilizzare al meglio con un carattere simile. Chi lo ha allenato quest’anno ci ha messo circa cinque mesi per capire che nonostante la stazza e il peso siano quelli giusti, è inutile spingerlo a tirare avvicinandosi a canestro. Soffre il contatto fisico peggio dei fratelli Cosenza, ed allora molto meglio che si allontani per tirare cadendo all’indietro preferibilmente appoggiando attabbellone. Giocatore emotivo, in allenamento ha fatto vedere cose discrete, ma in partita l’emozione lo tradisce in maniera sistematica. Rimbalzista così così, ha difficoltà nella coordinazione, fattore che spesso gli impedisce di ricadere a terra con il pallone in mano. In partita non sognatevi di servirlo sugli scarichi….rischiereste fortemente di rifilargli il pallone in faccia. Esistono margini di miglioramento concreti, che sia il prossimo anno di studi universitari a spezzarli?
N\11 Davide “Awivo”Giannini 10\10\1980 Roma Ala-Pivot 180cm

“E’ senza dubbio il giocatore più forte del Molise” dice di lui il suo compagno di squadra Lucarelli, accennando un fare imparziale (senza riuscirci troppo per la verità). Giocatore semplicemente misterioso. L’idolo incontrastato dei tifosi e dei compagni di squadra, trascinatore di folle quando realizza anche il canestro più banale. Fisico apparentemente ridicolo, lo guardi e pensi possa essere il tuo avversario in una partita estiva di bocce, ma in partita è in grado, a livello di serie D, di poter fare la differenza. Movenze da ballerino, porta a spasso con eleganza e magnificenza cento chilogrammi di carne e non so quant’altro. Mani fatate e snodabili (tocca con le unghie del medio e dell’anulare il palmo della propria mano!), attaccante istintivo, parte sempre da sinistra preferibilmente lungo la linea di fondo, per concludere giocoforza con la mano destra in sottomano rovesciato, in “jump” (per modo di dire) dai quattro metri oppure in gancio sfruttando un sedere che fa letteralmente provincia. Fondamentali da guardia, può colpire anche dai cinque metri in arresto e tiro. In contropiede (dove si lancia con una certo appetito) non passa la palla neanche se alla fine della corsa c’è un banchetto con una serie di fiaschi di vino e conclude il più delle volte con un sottomano rovesciato mandando in delirio tifosi e compagni. Ottimo rimbalzista (specialmente offensivo) a livello giovanile, ha smarrito tale dote da quando ha cominciato a poter tirare con maggiore continuità. Può realizzare o sbagliare indifferentemente quattro, cinque canestri di fila, ma quest’anno ha risolto in attacco almeno tre gare (vittoria all’ultimo secondo a Bojano con un tiro impossibile nell’ambito del Progetto Verde). Spesso soggetto a problemi di falli, in difesa ha il pessimo vizio di buttare in avanti la pancia (modello Homer Simpson) invece di scivolare sulle gambe. “Awivo” (la erre non ha mai fatto parte del suo alfabeto) per ormai la quasi totalità della piazza locale (pochi sanno che si chiama Davide), uno destinato a rimanere a pieno titolo nella storia (non si quanto lunga) di questa società.
N\12 Luca Piscitelli 09\05\1977 Cassino (FR) Pivot 185cm

Ex grande protagonista per un’annata della pallacanestro giovanile locale, ha da tempo riposto velleità cestistiche di un certo livello. Fisico da vigile urbano che se non allenato può trascendere in vari modi, nonostante i soli 24 anni rimane oggi giocatore in grado di poter dire la sua per pochi minuti. Difensore di grande esperienza, specialista di blocchi (l’unico lungo capace di aprirsi per ricevere) del tagliafuori e dello sfondamento subito “Scuola Bovenzi” con tanto di urlo tarzanesco. Usa mille trucchi per far innervosire l’avversario salvo rifugiarsi alle spalle degli arbitri se le storie si fanno tese. Una volta poteva stoppare con buon tempismo e tecnica di base. In attacco usa quasi esclusivamente la mano destra anche se nell’ultima stagione lo abbiamo visto con grande stupore andare a sinistra…in allenamento. Più passa il tempo più diventa lento e macchinoso, ma rimangono immutati un buon semigancio destro e il piazzato anche da cinque metri; tira bene i liberi, sempre che il fiato stia dalla sua parte, ma il suo pezzo forte rimane l’arresto a centro area e conseguente passo e tiro. Non eccessivamente bello da vedere ma il più delle volte molto concreto. Per una squadra come la nostra può dare, per non più di quindici, venti minuti totali al massimo, un contributo fondamentale. Capisce il gioco, passa bene la palla ed è sicuramente il lungo (non è un grande complimento) più abile a cambiare il lato della stessa, ma stante le cose fisicamente, deve capire ed imparare ad essere essenziale. Sempre che non abbia voglia di riallenarsi come si deve. Lo aspettiamo con ansia per la prossima stagione anche perché nel caso in cui Valvona decidesse di tornare a giocare…beh sapete già quale sarà il suo compito.
N\13 Brunomaria Cosenza 17\10\1976 Piedimonte Matese (Ce) Play-Guardia 178cm

Uno dei due prodotti della scuola Fortitudo di cui andiamo fieri ed orgogliosi. Fisicamente limitato per via dei centimetri e perché mancante di esplosività, possiede una buona attitudine difensiva vista la capacità di far scivolare bene le proprie gambe. In due anni di allenamenti serrati si è costruito un buon tiro da tre punti che può effettuare quasi esclusivamente con i piedi per terra e libero se trovato sugli scarichi dei compagni. Buona meccanica di tiro anche se un po’ curiosa (prima di scagliare il pallone si accovaccia su sè stesso), rimane un ottimo tiratore di tiri liberi. Cattivo ballhandler (Nicandro Mascio il suo incubo), difetta molto spesso nella lettura del gioco. Getta spesso la palla sul passaggio mostrando scarsa forza negli arti superiori ma ha tutto il tempo per imparare, sempre se ne ha voglia. Uomo spogliatoio ed in grado di dare quel qualcosa in più incitando dalla panchina, (o anche dagli spalti) e garantendo la sua presenza agli allenamenti. High di dodici nei playoff con un indimenticabile 3\3 nelle triple vs il NBAntoniano e contributo importante (cinque punti in fila) nella vittoria contro l’Airino. Senza dubbio un giocatore in progresso.
N\15 Luigi Rinaldi 13\11\1977 Venafro (IS) Pivot 182cm

Eccolo l’altro prodotto della scuola Fortitudo che ha guadagnato nel corso della stagione un posto da titolare, anche per la mancanza di soluzioni alternative. La mano destra…questa sconosciuta, sul campo da pallacanestro non la userebbe nemmeno per salvare da un linciaggio i suoi amici più cari (o presunti tali). Se in allenamento fa vedere di sforzarsi un pochino, in partita rifiuta sistematicamente di rivolgere la propria azione di gioco verso la parte destra del campo, mostrando scarsa coordinazione con la parte destra del corpo. Inventore di una lunga serie di movimenti utili esclusivamente per commettere infrazioni di passi….doveste vedere che fantasia ! Gioco di post basso effettuato esclusivamente con movimenti di potenza, resta unico nel cercare di incornare gli avversari cercando di rompere loro l’arcata sopraccigliare. Bravo nel cercare angoli di tiro anche molto ridotti ed ad usare il tabellone nonostante quelli morbidi siano andati da tempo in pensione, ha imparato col tempo a tirare buttandosi all’indietro. Piedi per terra dispone di una meccanica di tiro mai vista sui parquet di tutto il mondo: il tronco che rimane rigido e diritto neanche fosse una quercia secolare, i piedi completamente asimmetrici ed il braccio che si muove a mò di pala meccanica. Miglioratissimo nel proteggere ed a cambiare lato della palla, tira i liberi con percentuali non eccelse e senza parabola. In difesa si sbatte molto a rimbalzo catturandone spesso una discreta quantità (la sua specialità principale), ma soffre la propria attitudine di stampo calcistico e i pivot rapidi e veloci di piedi. Giocatore che sembra perennemente soprappensiero e tutt’altro che interessato alle vicende della propria squadra, ma alla fine i conti per lui tornano quasi sempre.
N\20 Roberto Lucarelli 13\11\1979 Cassino (FR) 181cm Guardia

Interminabili ed infinite scariche elettriche pervadono la massa celebrale e l’apparato motorio di quest’altro giocatore molto particolare. Detto Robertino perché da piccolo non poteva che essere nominato così vista l’altezza, il ragazzo è cresciuto in fretta e forse ciò deve avergli comportato qualche scompenso a livello ormonale. Giocatore emotivamente ingestibile, capace di mandarti violentemente a quel paese e dopo tre secondi netti, di abbracciarti e chiederti scusa. Il miglior difensore della squadra, una zecca velenosa, fastidiosa, e diciamo la verità, odiosa, usa benissimo le braccia per contrastare il palleggio di chi lo fronteggia ed impedire che gli avversari lo battano con un cambio di direzione. Ottimo ladro di palloni, stoppa con la velocità della luce ed in modo tutt’altro che prevedibile, buon rimbalzista difensivo e buon passatore, l’unico a servire con precisione il play in post basso con lo schema “Berry”. Condizione atletica mai eccelsa per la vita dissipata che conduce, ma se entra in trance agonistica può durare ore ed ore. In attacco principalmente un tiratore da tre punti, uno dei pochi nel vecchio continente ad essere favorevole all’allungamento della linea, almeno fino a sette metri e mezzo. Del tutto incapace di segnare libero e con i piedi a posto, preferisce farlo con l’uomo addosso e da distanze impossibili utilizzando una meccanica simile a quella adottata dal gentil sesso. Specialista del gioco da quattro punti, attabbellone, con tiro scagliato dalla linea dei tre metri della pallavolo (rinominata appunto “Linea Robertino”). Puro e semplice streak-shooter, se segna possiamo iniziare a sperare, ma se sbaglia…... Anche 0\13 totale quest’anno contro Bojano, ma autore al ritorno della serie decisiva così come restano memorabili quelle con la Polisportiva Isernia (in due occasioni) tre anni fa. Ha imparato negli ultimi due anni ad utilizzare l’arresto e tiro da due anche se le percentuali restano così così. Giocatore imprevedibile con scelte di tiro completamente avulse dal contesto di gioco, fattore che può fare la differenza sia in positivo che (molto più spesso) in negativo. Di sicuro uno dei giocatori meno amati di sempre dagli avversari della Fortitudo, ma ha il grande e raro pregio (da tutti noi ampiamente riconosciuto) della trasparenza…il problema è che troppo spesso può fungere da alibi. Un giocatore simbolo ed indispensabile per la Fortitudo Venafro, ma per carità, da non prendere troppo ad esempio.
AMARCORD
Giancarlo Mercolino |
"AnsiAntonio" Durante | Marco Valvona
| Vincenzo Boianelli |
Enrico Antonelli
Maurizio Vecchiarelli |
Luigi Valente |
Fernando Marilungo |
Salvatore Ricciardi
| Pietro
Zullo |
Ernesto De Sanctis
Massimo Pinelli | Adriano Ottaviano
| Giuseppe Notte
N\4 Giancarlo Mercolino 27\04\1977 Cassino (Fr) Guardia- Ala 183cm

Uno dei pochi giocatori che per trascorsi cestistici (si è allenato da giovanissimo sotto gli ordini di Andrea, anche con la prima squadra) avrebbe avuto l’opportunità di essere intelligente su un campo da basket. Questo perché Mercogliano, dotato di un fisico robusto ma non eccelso, da tempo quando scende in campo dimentica di utilizzare al meglio la propria tecnica individuale, le proprie capacità difensive ed un una buona mano, anche da tre punti, per esibirsi in una serie di siparietti con il duo arbitrale. Un episodio su tutti: quest’anno dopo essergli stata commutata la squalifica previo pagamento della penale (avvenimento mai accaduto in precedenza nella storia della società) è riuscito nell’impresa di farsi fischiare l’ennesimo fallo tenico e di uscire per sopraggiunto limite di falli, lasciando la squadra in rimonta (e priva di B.Cosenza, Palmieri, G.Cosenza, Valvona) soccombente di fronte al NBA. Gli ricordiamo tutti che se avessimo vinto quella gara saremmo arrivati secondi. Tornando sul lato tecnico si tratta di un giocatore multidimensionale, bravo nel dettare i ritmi (i suoi naturalmente) così come nel giocare dentro l’area anche se non adora eccessivamente il contatto fisico. Tutt’altro che un giocatore estroso, passa bene la palla, difende, quando vuole è in grado di fare le cose che servono maggiormente alla squadra. E’ stato capace di non terminare le ultime tre stagioni, la prima per una squalifica (sei giornate per un buffetto in faccia a Ricciardella) le altre due per infortunio. Dice che nella prossima stagione si risparmierà per tutelare la propria incolumità fisica. Voi ci credete ?
Una vita condotta perennemente sul filo dei nervi e dell'.....Ansia. Non è bello alzarsi la mattina e sapere di dover affrontare una giornata lunga e difficile per tutta una svariata serie di futili motivi, del tipo "anche se mi sono rapato i capelli a zero è giocoforza necessario cospargerli di gelatina per poter mettere i piedi fuori di casa in modo decoroso". Turbe mentali probabilmente dovute all'assenza in famiglia della linea telefonica, fattore che deve aver segnato negativamente l'esistenza del nostro grande acquisto estivo che ha aspettato inutilmente per anni che l'apparecchio squillasse. Nonostante tutto il giocatore (seppur in prestito) che da anni la Fortitudo aspettava. Presenza fisica d'area di primo livello per la categorìa, discreti fondamentali d'attacco, buona mano anche dai cinque metri con una meccanica particolare e studiata per avvicinarsi quanto più possibile al suo idolo David Robinson, turn around shoot sulla linea di fondo, buon utilizzo nel corpo sfruttando il piede perno ed ottima capacità di resistere ai contatti per completare un gioco da tre punti, specialmente dopo aver conquistato un rimbalzo offensivo. Conserva ancora nel cassetto della sua cameretta la giustifica firmata dai genitori quando l'allenatore ha trattato l'argomento "gioco senza palla". Senza la sfera non può vivere, sentendosi inutile e a disagio, per cui tutti coloro che hanno il vizio di tenerla un pò troppo diventano suoi nemici giurati. Può giocare 1vs1 in palleggio esclusivamente usufruendo della partenza incrociata (mai visto partire in palleggio diretto eeehhhmmm stessa mano stesso piede) e di un buon primo passo ma allo stesso tempo state sicuri che se deciderà di andare a canestro, qualsiasi sia lo sviluppo dell'azione la sua visione periferica scenderà verticalmente verso lo zero (se avete intenzione di beccare un assist tornate anche in difesa). Discreti fondamentali difensivi da guardia, quasi inesistenti dal post basso dove soffre i giocatori di peso, la sua abitudine a fidarsi troppo della stoppata (esercizio commerciale dei genitori non mente...se non avete capito chiedetemi spiegazioni sul Muro) e l'incapacità di pensare chi ci siano pivot capaci di utilizzare al meglio il tiro da fuori. Disarmante la capacità di limitare le proprie capacità ma se entra nel vivo del gioco può essere un'arma impropria. "Carnefice" di Luigi Palmieri nell'anno della vittoria in serie D della Basket Venafro, da tempo non si mette nelle condizioni di essere decisivo.....senza peli sulla lingua e senza fare riferimenti al suo grande amico Robertino, lo abbiamo aspettato con...ANSIA!!!!!! Invano....diremmo.....
N\8 Marco Valvona 03\11\1982 Capua (Ce) Ala 185cm
Talento fisico ed atletico di primissimo livello, cervello da rottamazione. Avrebbe tutto il necessario per essere un buon giocatore anche in categorie superiori, ma un po’ il suo amore per il calcio, un po’ l’indolenza di fondo e allo stesso tempo un’enorme dose di presunzione, lo rendono spesso e volentieri un mediocre giocatore del torneo di serie D molisana (e abbiamo detto tutto). Difensore praticamente nullo (gioca come se fosse una mezzala d’attacco per cui “mi battono…tanto dietro c’è chi difende!”) si limita esclusivamente alla ricerca della palla con furti e stoppate. Bisogna riconoscere che in quanto a talento offensivo non ha poi molti eguali, almeno in loco. Micidiale quest’anno nel derby con la formazione “B”. In attacco sarebbe capace di non passare la palla neanche sotto torture medioevali, insistendo in un palleggio altissimo e facilmente contrastabile. Bravissimo ad attaccare il canestro (doti atletiche non mentono) con veemenza, ha la sfrontatezza di segnare in faccia a chiunque, anche se spesso abusa del tiro da fuori. Giocatore da momenti caldi, ma non aspettatevi necessariamente che combini qualcosa di positivo. Da sempre autore di un grosso numero di palle perse e in perenne contrasto con il co-allenatore Mercogliano (con cui è caratterialmente incompatibile), ha una preferenza particolare per il suo ex allenatore Piscitelli il quale funge il più delle volte da psicologo, sia in campo che fuori.
N\17 Vincenzo Boianelli ??\??\1975 ???????? 188cm Pivot
Uno dei giocatori che per qualità caratteriali è rimasto e rimarrà a lungo un punto fisso dei ricordi della nostra società. Buon passato nelle giovanili del Basket Venafro, con il passare del tempo è divenuto il più classico esempio di Pivot di posizione. Buon rimbalzista sia difensivo che offensivo, difetta da sempre nella condizione atletica, fattore che spesso lo ha portato ad entrare in debito d’ossigeno (il suo celebre boccheggiare) dopo pochi secondi di gioco. Che fisico…..sì ma otto anni fa!! Negli ultimi tempi si era lasciato piuttosto andare frequentando con una certa assiduità i locali di una nota frazione di Venafro in compagnìa di Piscitelli (quella del nostro presidente Iannacone per intenderci). Mancino nel vero senso del termine con un raggio di tiro non superiore ai tre metri e mezzo, il “Boia” non ha mai disdegnato di provarci anche dalla linea dei 6,25m con l’unico risultato di attentare seriamente all’incolumità delle strutture e della propria persona viste le cazziate che gli sono state sistematicamente rivolte. Inventore in loco, durante il torneo cadetti con il Basket Venafro, del movimento pallone nello stomaco dell’avversario e mazzata mancina attabbellone, ha da sempre sofferto vetri di un certo spessore abituandoci di frequente, specie a Campobasso, ad assistere a palloni che tornavano neanche tanto misteriosamente a centrocampo favorendo il contropiede degli avversari. Felicemente sposato e residente a Padova è stato il primo giocatore della Fortitudo a superare l’esame per allievo allenatore. Senza essere troppo malinconici, ci manca…..
N\17 Enrico Antonelli Heidelberg (Ger) ??\??\1979 176cm Ala

Vittima delle disgraziata stagione agonistica 1999\2000 culminata con un infortunio che ha decretato, almeno per il momento, la fine della stravagante esperienza cestistica. Talento poco, anzi pochino, ma saltatore di primo livello con pochi centimetri e tanta cattiveria. Stoppatore eccezionale a livello allievi con qualche pallone spedito sulla collinetta dell’Istituto Tecnico e difensore di buon livello esclusivamente per l’energìa che soleva mettere in campo, in attacco ha da sempre avuto un raggio d’azione ridotto. Tiretto dai quattro metri con meccanica di tiro molto, ma molto personale, qualche penetrazione rigorosamente a destra, canestri convertiti dopo aver conquistato …mmmhhh…. strappato rimbalzi offensivi. Per i vari Lucarelli, Marilungo, A.Durante il compagno di squadra preferito, quello cui affidare il compito di lavorare per loro ed alla fine di strappargli anche il sorriso sulle labbra. Dopo l’infortunio non c’è stato verso di farlo tornare, lui ha preferito prendersi un bel brevetto da bagnino (in compagnìa di Perez grafico di NuovoMolise) e frequentare le piscine locali ridondanti di signorine dalle belle forme. Poche le speranze di rivederlo ma dopo aver rivisto Topone, possiamo affermare nel vero senso della parola che non si sa mai….
N\18 Maurizio Vecchiarelli ??\??\?? 180cm Ala
Arrivato in punta di piedi ed accompagnato da una certa diffidenza esclusivamente dovuta al fatto che aveva litigato con Luigi Palmieri al torneo della Villa, è divenuto un idolo della nostra squadra. Ve lo immaginate uno che si procura uno strappo muscolare al torneo di calcio per avvocati e che decide di giocare gara tre con la Polisportiva Isernia con una gamba completamente tumefatta? Pensavamo: primo, questo è scemo; secondo, non riesce neanche a correre, terzo combinerà disastri. Un po’ pazzo sicuramente ma per il resto…. Gara indimenticabile, punti rimbalzi e stoppate nei momenti che contavano contribuendo ad una rimonta solo sfiorata. Per il resto un gran personaggio non c’è che dire, immergendosi nonostante l’età nel clima della squadra ha sbalordito tutti nella trasferta di Termoli quando si presentò con la canottiera numero diciotto con la scritta Horus in onore del tempio greco e di un indelebile (in che senso ?) ricordo legato al suo viaggio di nozze. Giocatore di vecchia scuola, abbastanza completo nei fondamentali anche se limitato nei movimenti. Giocatore che corre in contropiede come una furia ma che se riceve il pallone scordatevi che vada in penetrazione anche uno vs zero. Si limiterà, (è questo è a dir poco inspiegabile) al classico arresto e tiro utilizzando benissimo il corpo e proteggendosi con i gomiti. Il problema è che in attacco ha sempre e solo fatto questo tipo di movimento risultando alla lunga abbastanza prevedibile. In difesa ed a rimbalzo se l’è sempre cavata benino senza mai eccellere troppo. Uno dei compagni preferiti di Piscitelli per la continua ricerca del passaggio per i giocatori interni….ma quante volte la palla è arrivata a destinazione senza che gli avversari siano riusciti a realizzare facilmente da sotto in contropiede nell’azione successiva ?
N\19 Luigi Valente \02\1975 Roma Ala-Pivot 182cm
“Il mio amico indiano della tribù del South Dakota” lo chiama così il suo compagno di squadra Garzia. Ex capellone e attualmente rubacuori, fratello dell’ormai più famoso (ma speriamo lo diventi in senso assoluto) Francesco, ha potuto da sempre offrire una disponibilità molto limitata per quel che riguarda gli allenamenti per motivi di studio (dice lui…). Si tratta di un buon atleta destinato ad essere utilizzato nei pressi del canestro, dispone al contrario di una discreta partenza incrociata che può capitalizzare con lunghe falcate anche se stacca molto poco i piedi da terra. Privo della tecnica difensiva necessaria (ma non solo di quella), non si tira indietro nella lotta a rimbalzo (sia difensivamente che offensivamente) e quando il gioco si fa duro può far valere la propria grinta ed intensità. Meccanica di tiro da dimenticare, macchinosa ed esteticamente poco gradevole, può colpire dai quattro metri appoggiando quasi esclusivamente attabbellone. Due presenze quest’anno e due punti all’attivo, speriamo per il bene di tutti che nei momenti in cui sarà disponibile, con lui non ci sia anche Michele Giannini, papà di “Awivo” e dipendente della Colacem. L’ industria colpevole, a detta di Luigi, di provocare gravi danni per quel che concerne l’impatto ambientale…...
Che peccato, davvero. Parliamo con effettiva cognizione di causa e vi assicuriamo che sui campi di gioco non abbiamo visto tante persone dotate di un talento fisico ed atletico come Nando Marilungo, Mario Greco incluso e questo per rendere chiaro il concetto. Lo trovate nella sezione amarcord e questo rende ancor più mesta la situazione, dato che il ragazzo seppur non definitivamente, sembra aver ormai voltato le spalle al basket che conta nonostante abbia appena ventidue anni di età. Troppo facile dare la colpa ad un grave infortunio al ginocchio, c’è dell’altro ma sarebbe ingiusto entrare nei dettagli in questa sede. Giocatore estroso, imprevedibile, micidiale nel’uno vs dove cerca ripetutamente di ubriacare gli avversari con una serie infinita di finte e controfinte, avvalendosi di arti inferiori ricettivi agli impulsi di un sistema nervoso tutt’altro che controllabile. Indimenticabili le sue entrate in palestra caratterizzate da lanci del pallone da un canestro all’altro ed accompagnate dal classico “Incredibile!!!”. Privo di allenamenti specifici ha smarrito con il tempo incisività nel tiro da fuori che esegue con una meccanica che ricorda tanto quella del suo idolo Vincenzo Esposito, ma nelle gare in cui è stato impiegato non si è mai risparmiato (“mi lasciano libero ad otto metri dal canestro perché non provarci….”) ottenendo (trasferta a Bojano come unica eccezione) risultati tutt’altro che soddisfacenti. In difesa dispone di una capacità innata di sottrarre il pallone di chi gli sta di fronte nonché di costringerlo a trovare soluzioni alternative (arresto e tiro ma soprattutto passaggio). Uno di quelli che se non ritiene di poter realizzare almeno trenta punti a partita decide che è meglio dedicarsi a qualcos’altro….meglio sacrificarsi cercando la via per tornare la metà di quello di una volta o cercare di battere Mario Greco e Vittorio Bucci alla playstation a Fifa 98 nell’ambito di interminabili tornei notturni ?
L’oscuro inventore dell’indolenza. Ebbene sì voi non lo sapete ma il dipendente della Italy Web detiene in maniera più o meno celata il copyright di questa caratteristica che spesso (nel suo caso sicuramente) si tramuta in una vera e propria patologìa. A tutti gli effetti un ex giocatore ma lo ricordiamo con grande affetto anche perché ha fatto parte del gruppo di quei pionieri che nell’estate del 1998 si ritrovarono il 14 di Agosto a svolgere la preparazione atletica in palestra. Naturalmente non si recava in palestra con mezzi propri ma disponeva di un’autista che quando ha smesso di dargli il passaggio si è reso facilmente conto che l’entità del morbo era tutt’altro che di secondo piano. Protagonista (ci stiamo allargando un po’ troppo) a livello giovanile allievi e cadetti, giocatore capace di costruire e distruggere in pochi attimi. Giocatore “barocco”, uno di quelli sempre alla ricerca del bel gesto tecnico e molto meno della concretezza. Dotato di un buon fisico, non ha mai concepito la difesa al di fuori della stoppata finendo per caricarsi di falli dopo pochi minuti di gioco e di beccarsi infiniti cazziatoni dal nostro ex coach Capobianco. In attacco prediligeva avventurarsi sulla linea di fondo per concludere in sottomano storto cercando quanto più possibile di complicarsi la vita e senza un motivo plausibile. Buon rimbalzista con altrettante doti di saltatore, ma sapete com’è, la voglia era troppo spesso da tutt’altra parte. Tutt’altro che un cuor di leone, capace nella famosa trasferta di Riccia di rifiutarsi di entrare in campo adducendo oltre ai dolori di stomaco (quali?) l’altrettanto famosa scusa di aver mangiato delle fantomatiche caramelle al liquore. Da sempre in contrasto con suo fratello Umberto (altro grande personaggio nonché sosia di Gerald Wilkins) mandato anche all’ospedale per percosse… fosse stato così cattivo anche in campo...
Pietro Zullo 09\09\1976 Venafro (IS) Ala-Pivot 178cm

Dopo aver giocato esaltanti minuti di qualità nella
famosa trasferta di Isernia di tre anni fa, si è infortunato alla caviglia in
allenamento e da allora è rimasto sostanzialmente....zoppo. Sì avete capito
bene zoppo, e tralasciamo i motivi perché….perché è meglio. Nelle giovanili
lo ricordiamo come un giocatore in grado di rendersi utile partendo dalla
panchina, difendendo il possibile e raccattando rimbalzi in entrambe le aree con
una certa dose di furbizia e d’esperienza. Mano decisamente quadrata (celebri
le sue serie in allenamento ai liberi che si concludevano con uno 0\10!!),
partenze spesso soggette ad infrazioni di passi, ha dovuto per forza di cose
(leggi….zoppo….) imparare ad usare la mano sinistra per partire in palleggio
e sfoderare un gancio d’altri tempi misteriosamente morbido. Indimenticabile
il gesto della pistola dopo ogni canestro segnato. Per lui quest’anno una
presenza, due minuti giocati, un tiro e un canestro nel derby dei playoff contro
la Nidaco. A volte stupisce e può sembrare un giocatore sorprendente, molto più
spesso rimane il classico Pietro Zù. E abbiamo detto tutto. Detiene il record
di società per promesse non mantenute (“allora ci vediamo domani
all’allenamento….”).
N\16 Ernesto De Sanctis Ala 178 cm
Ex pallavolista di discreto livello, ha avuto un trascorso nelle fila del Basket Venafro nel torneo 1997\1998. Fermato a metà stagione per problemi muscolari ha offerto un buon contributo in allenamento e una buona prova difensiva nell’unica gara in cui è stato utilizzato nei momenti che contavano. Un atleta nel vero senso del termine, durante le pause in allenamento lo potete ammirare mentre si esibisce in una serie di scatti o di esercizi per gli addominali. Durante la stagione ha ampliato notevolmente il proprio raggio di tiro “più fresco che mai”, preferendo scagliarlo spostato il più possibile sulla linea di fondo. Uomo spogliatoio, uno di quelli che fa gruppo e che nei momenti di tensione riesce a stemperare il clima. In una squadra come la nostra, un elemento sempre importante.
N\17 Massimo Pinelli 16\04\1968 Bojano (CB) Play-Guardia 168cm

Giocatore in miniatura, buoni fondamentali nel palleggio, bravo ad intrufolarsi all’interno dell’area per sfidare avversari molto più alti di lui, ma spesso becca stoppate memorabili. Veloce e rapido nei cambi di ritmo e di direzione, difende con coraggio ed abnegazione, anche se talvolta è portato a strafare ed a perdere palloni. Una bravissima persona, sempre cordiale ed educato, dimostra molti meno anni di quelli indicati dall’anagrafe. Ci piacerebbe averlo in palestra un po’ più spesso. Mano morbida ma percentuali penalizzate da una meccanica di tiro particolare, con il tiro che parte dall’alto ed utilizza forse troppo poco il movimento delle spalle. Anche per lui una partita ed un canestro nell’ultima gara con la Nidaco.
N\18 Adriano Ottaviano 13\07\1975 Basilea (CH) Ala-Pivot 183cm
Avete mai conosciuto un giocatore in grado di effettuare una virata mentre si sta dirigendo in solitudine in contropiede verso il canestro avversario? Oppure un atleta che durante il riscaldamento si esercita con le finte da sotto canestro sempre da solo ? Beh la Fortitudo li ha entrambi, anzi uno solo visto che “Topone” (celebre soprannome dai tempi dei cadetti) o “Topos” (è il diminutivo ufficiale) si è reso spesso protagonista di questi avvenimenti. Assente da anni sui terreni di gioco molisani, siamo risciti nell’impresa di farlo tornare e lui non ha deluso le aspettative (non che fossero molte per la verità). Movimenti in attacco esclusivamente a destra, possiede un buon uso del corpo e del piede perno (altrimenti la virata come farebbe a farla ?) anche se eccede nell’uso delle finte, se la gioca inoltre con Rinaldi per numero di infrazioni di passi commesse. Buona meccanica di tiro e discrete percentuali da non più di tre metri, è da sempre innamorato del tiro da tre punti, sezione di gioco in cui non ha mai spiccato, anzi, che spesso gli ha procurato enormi cazziatoni dai suoi coach a livello giovanile (memorabile la bomba che colpì l’esterno della base del canestro nella trasferta di Riccia e che mandò in bestia Claudio Bovenzi). In difesa quest’anno ha detto la sua nel vero senso della parola, con rimbalzi e presenza fisica di buon livello. Indimenticabile la stoppata (fallosissima ma ritenuta valida dagli arbitri) rifilata a Mallamace durante il derby di ritorno e la serie di rimbalzi offensivi nella gara con il NBAntoniano. Specialista dei tre secondi fischiatigli contro, anche quando gioca ai videogames……
N\9 Giuseppe Notte 25\04\75 Venafro (IS) Guardia-Ala 174cm

Giocatore aggressivo se ce n’è uno per l’atleta più squalificato di sempre nella breve storia della società, in compagnìa di Mercogliano. Due stagioni disputate con un ginocchio fracassato per un rientro che potrebbe presentare delle grosse novità. Mette sul campo tutto quello che ha dentro (ed alle volte anche molto di più), ma non eccelle in nessuna fase del gioco in particolare. Meccanica di tiro curiosa con il tiro che parte da molto in basso, e percentuali mai eccelse se scagliate oltre i quattro metri. Questo anche perché a livello giovanile era partito come giocatore di post basso mentre a livello senior è rimasto un ibrido: tecnica di base ridotta (unico giocatore nel Molise con Giuseppe Centillo ad iniziare e terminare la virata con la stessa mano) per giocare esterno, pochi centimetri per fare la voce grossa nell’area dei tre secondi. Rimbalzista misterioso (salta una moneta da duecento lire) con un ginocchio e muscoli nuovi può, a nostro parere, dire la sua in fase difensiva dove le doti caratteriali non mancano sicuramente. Uno dei pochi che in allenamento lavorava e basta (mentre in partita la lingua non gli manca granchè)…ce ne fossero stati di più….